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L'Association berbère d'Italie solidaire de l'Azawad
dimanche 8 avril 2012
par Masin
Nous publions ci-après la déclaration de l’Association berbère d’Italie qui s’exprime en faveur de la déclaration de l’indépendance de l’Azawad.




Déclaration à l’appui à indépendance de l’Azawad.

L’Association Culturelle Berbère d’Italia, informée de la proclamation de l’indépendance dell’Azawad, qui a eu lieu hier, samedi, Avril 6, 2012 (2962 Sh.), par le Mouvement de Libération Nationale dell’Azawad (MNLA),

exprime
son soutien à cet acte courageux visant à effacer l’injustice historique commise à l’encontre du peuple Touareg (Kel Temajeq) avec son intégration forcée dans l’Etat du Mali en 1960 ;

souhaite
que la direction du MNLA demeure fidèle aux principes proclamés de laïcité et d’égalité de tous les citoyens de l’Azawad sans discrimination de race, de sexe ou de religion ;

fait appel
- au gouvernement italien, à l’Union européenne et à la communauté internationale afin qu’ils soutiennent les droits légitimes des populations de l’Azawad, reconnaissent l’Etat indépendant de l’Azawad et établissent des contacts pacifiques et de coopération avec elle, car seulement un Etat véritablement démocratique et responsable envers ses citoyens sera en mesure de vaincre le fanatisme, le terrorisme et les trafics illicites en Afrique saharienne ;

- à tous les organismes et les individus de bonne volonté afin qu’eux aussi expriment leur solidarité avec l’Azawad et luttent pour la reconnaissance internationale de son indépendance ;

Rappelle
que c’est un moment historique pour le peuple touareg, qui souffre depuis des décennies à cause des divisions insensées du Sahara faites par les puissances européennes sur le papier sans tenir compte de la volonté des populations locales et en particulier pour les Européens, il est grand temps de réparer, au moins en partie, les torts infligés aux peuples africains avec la colonisation d’abord, puis avec une « décolonisation » qui, loin de donner la souveraineté aux peuples, a perpétué leur exploitation. Ignorer la lutte menée pendant plus de cinquante ans par le peuple de l’Azawad et rejeter sa demande d’indépendance, sous le couvert de la « stabilité » de la zone serait persévérer dans l’hypocrisie et le refus de corriger les erreurs commises dans le passé.

Milan, 7 avril 2012

Nonostante il silenzio e le notizie tendenziose fornite dalla stampa italiana, nei giorni scorsi si è prodotto un fatto storico : i tuareg del nord del Mali si sono armati ed hanno conquistato il controllo delle regioni in cui storicamente vivono, proclamando l’indipendenza del loro paese, l’Azawad.

Se la colonizzazione europea è stata una catastrofe per le popolazioni dei continenti sottomesse alle grandi potenze dell’Ottocento e dei primi del Novecento, anche la "decolonizzazione" è stata per molti origine di guasti e ferite ancora aperte. In particolare, il deserto del Sahara, da sempre la patria storica dei tuareg, è stato spezzettato e ripartito tra i nuovi stati indipendenti, sconvolgendo la vita dei suoi abitanti, in modo tanto più grave in quanto la loro esistenza tradizionale si basa sul nomadismo e l’erezione di frontiere nazionali in un territorio che essi hanno sempre considerato in modo unitario impediva od ostacolava grandemente il mantenimento dell’economia e della loro cultura ancestrale. I tuareg oggi sono una minoranza in ciascuno dei 5 paesi in cui sono stati ripartiti (Mali, Algeria, Niger, Libia, Burkina Faso), spesso una minoranza minacciata da politiche di assimilazione (l’arabizzazione forzata di Algeria e Libia) o di abbandono e sfruttamento economico. I "fieri uomini blu" delle agenzie turistiche sono diventati un elemento folkloristico, ma per il resto sono disprezzati e sovente perseguitati (qui in Europa nessuno conosce l’esistenza del Ganda Koye, una specie di Ku Klux Klan "alla rovescia" formato da neri che compiono atti di violenza contro i tuareg, spesso con la complicità o l’acquiescenza dell’esercito maliano).
La rivolta di quest’anno è l’ultima di una lunga serie. Ogni volta, le acque si calmavano con accordi e promesse di maggiore interesse e minore abbandono da parte dello stato maliano, che però non venivano mantenute. Oggi i tuareg hanno deciso di farla finita con questa logica da tribù indiane nelle riserve, hanno riconquistato con le armi in pugno il loro territorio e sono decisi ad autogovernarsi.

La stampa europea e italiana in particolare ha trattato molto poco e male questi avvenimenti, sottolineando solo l’uso di armi provenienti dalla Libia e la presenza di pericolosi integralisti islamici, che avrebbero assunto la testa della ribellione. In realtà, la situazione è completamente diversa. Il MNLA (Movimento Nazionale per la Liberazione dell’Azawad) è un movimento laico e democratico che non ha certo fatto una rivoluzione per instaurare un regime sciaraitico contrario alle tradizioni dei tuareg. L’elemento islamico è invece fortemente sostenuto dall’Algeria, che ha tutto l’interesse a far fallire la ribellione tuareg e a mantenere lo statu quo, in cui il Sahara è territorio di rifugio e di azione di gruppi terroristici (AQMI, la frazione nordafricana di Al Qaeda) e di narcotrafficanti. Nella protezione dei terroristi e di narcotrafficanti sono pesantemente implicati anche molti personaggi di primo piano nel governo maliano. La nascita di uno stato laico e democratico, con un governo a stretto contatto con la popolazione e capace di controllare davvero il territorio sarebbe un grave colpo per chi prospera con questi loschi affari.

I paesi europei e la comunità internazionale sono per il momento scettici o espressamente contrari a questa richiesta di indipendenza, anche perché la Francia, che ha sempre un peso importante nella politica della regione, teme di inimicarsi Algeria e Mali. Per questo sarebbe importante che l’opinione pubblica fosse debitamente informata e prendesse a sostenere con partecipazione la richiesta di indipendenza dell’Azawad. L’Associazione Culturale Berbera ha diffuso una "Dichiarazione a sostegno dell’Azawad indipendente", che accludo al presente messaggio. Altri messaggi di sostegno vengono da associazioni berbere nel resto del mondo (Congresso Mondiale Amazig, Amazigh American Initiative, Tamazgha a Parigi, ecc.).

Per saperne di più : br>
http://www.france24.com/en/20120404-debate-part-1-mali-touareg-timbuktu-junta-ansar-dine-caliphate Una importante trasmissione (in inglese) su france24
http://www.aljazeera.com/programmes/insidestory/2012/04/201242103543735302.htmlUn intervento (sempre in inglese) di Alessandra Giuffrida su Al Jazeera
http://www.youtube.com/watch?v=9--ydi3hzy4&feature=youtu.beUna spiegazione chiara della situazione (in francese) da parte del portavoce del MNLA (per chi visita Facebook, http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=394990863858548&id=100000375588924 contiene una mia traduzione -fatta di corsa e molto sommaria- del testo del video)
http://www.youtube.com/watch?v=dm4H1q9uZlQ&feature=share Il portavoce del MNLA legge il testo della dichiarazione di indipendenzaa Parigi il giorno dopo l’evento.

http://toumastpress.com/actualites/liberation-azawad/352-apres-independance-azawad-debute-nettoyage-aqmi.html Ultime notizie da Toumastpress (in francese), l’agenzia di stampa del MNLA
il sito http://tamazgha.fr/ è il sito che in Europa più tiene al corrente sull’evoluzione della situazione

Cordiali saluti e buona Pasqua a tutti.

Vermondo Brugnatelli
(persidente dell’Associazione Culturale Berbera)

PS) Segnalo a quanti fossero interessati che il gruppo musicale tuareg "Tinariwen" sarà in tournée in Italia nei prossimi giorni, e in particolare si esibirà a Milano (all’Alcatraz) domenica prossima, 15 aprile.

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